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Lourdes, il programma del Giubileo Straordinario della Misericordia

Lourdes, luogo di Misericordia, luogo giubilare
Lunedì 10 agosto, presso l’Emiciclo Santa Bernadette del Santuario Nostra Signora di Lourdes, si è tenuta la conferenza stampa durante la quale è stato annunciato il programma locale del Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco per il 2016.

A presentare l’evento e le iniziative che avranno luogo nel santuario mariano dall’8 dicembre 2015 al 13 novembre 2016, è stato padre Xavier d’Arodes, coordinatore della pastorale internazionale del Santuario.
«Non appena il Papa ha indetto l’anno giubilare straordinario - afferma padre d’Arodes -, abbiamo pensato fosse doveroso impegnarsi per far si che Lourdes fosse luogo giubilare.

Noi del Santuario abbiamo il dovere di mostrare a tutti la tenerezza, la compassione e la vulnerabilità di Dio. E dobbiamo farlo attraverso segni estremamente chiari, come ci chiede Papa Francesco. Il pontefice non ci domanda qualcosa di marginale, bensì qualcosa di essenziale che è al centro della nostra Fede e che consiste, appunto, nel mostrare questa tenerezza e questa disponibilità. Lourdes, in questo senso, è un esempio evidente dell’amore di Dio».

Nella bolla d’indizione Misericordiae Vultus, il santo padre definisce il pellegrinaggio come "segno peculiare nell’Anno Santo, perché è icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata".
«Noi speriamo che le persone approfittino di tale occasione per poter intraprendere questo pellegrinaggio - continua il cappellano francese -. Nei gesti e nei volti dei volontari e dei pellegrini, possiamo scorgere quanto Lourdes sia un luogo dove la Misericordia è, allo stesso tempo, ricevuta, attraverso la Conversione dei cuori, e donata. Credo sia chiaro che il nostro Santuario non poteva essere assente da quest’anno giubilare».

I pellegrini troveranno la porta Santa presso l’ingresso Saint Michel, all’altezza del calvario bretone: «Nel dibattito sul dove erigerla - confessa padre d’Arodes -, si è pensato sia alla Grotta sia all’ingresso di una Basilica. Alla fine, però, l’evidenza è venuta a galla e ci siamo ritrovati d’accordo sul fatto che la porta andava installata presso uno degli ingressi principali, per far si che i pellegrini potesssero comprendere che l’intero Santuario è un luogo di misericordia. Inoltre, abbiamo pensato al calvario bretone per mostare che la Croce di Cristo è un luogo di Misericordia. In questo senso, stiamo studiando una soluzione per realizzare nello stesso punto un qualcosa dove ciascun pellegrino possa segnare il passaggio dalla croce. L’idea è quella di poter associare una liturgia e un gesto».

Infine, dopo aver ringraziato i direttori di pellegrinaggio e le associazioni che, come l’Unitalsi, si sono già fatte avanti per aiutare il Santuario nell’organizzazione pratica di quest’anno giubilare straordinario, il coordinatore della pastorale internazionale ha precisato: «Il nostro calendario camminerà di pari passo con il calendario della Santa Sede. Infatti, Papa Francesco ha chiesto che le iniziative possano essere organizzate localmente. Avremo il giubileo degli adolescenti e quello dei giovani, il giubileo dei sacerdoti e quello della vita consacrata, il giubileo dei catechisti e quello dei volontari. Vi posso assicurare che vivremo un qualcosa di molto interessante e ribadisco che il nostro intento è quello di essere, con il Vaticano, in un rapporto non di concorrenza, ma di complementarietà». 
 
 
     
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