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Terra Santa, anche i medici Unitalsi in preghiera per la pace con il patriarcato latino di Gerusalemme

Anche la delegazione dei medici UNITALSI – composta da 40 professionisti arrivati da diverse regioni d’Italia - che in questi giorni è in Terra Santa per il convegno medico-scientifico "Sulle tracce di Gesù Medico" si è unita ieri, sabato 24 ottobre 2015, al momento di preghiera per la pace in Medio Oriente, promosso dalla Gioventù Cristiana in Palestina come risposta all’appello di Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 18 ottobre 2015 e al quale hanno aderito tutte le parrocchie del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Lo hanno fatto proprio nel giorno in cui il pellegrinaggio, dopo essere passato per Cafarnao e il Monte delle Tentazioni, ha raggiunto Betlemme, luogo di nascita di Gesù e cuore del territorio palestinese.

"Trovandosi l’Unitalsi, con una qualificata rappresentanza di medici, in questi giorni – dichiara Salvatore Pagliuca, presidente nazionale UNITALSI – in Terra Santa, non poteva non unirsi a tutte le parrocchie del Patriarcato latino di Gerusalemme che hanno pregato per la pace in questo territorio purtroppo martoriato dalla violenza e dalla guerra. Come cristiani non possiamo far altro che auspicarci che la situazione di tensione rientri il prima possibile e che questa terra che ha dato i natali a Gesù possa tornare a essere un simbolo di misericordia e carità".

"Nel nostro pellegrinaggio – aggiunge Federico Baiocco, responsabile nazionale dei medici UNITALSI – abbiamo ragionato ieri sulle guarigioni compiute da Gesù in questi luoghi, in particolare quelli che lo hanno visto guarire la suocera di Pietro dalla febbre, l’emorroissa e i dieci lebbrosi. Per noi medici cristiani questi segni ancora oggi hanno una forza enorme e ci insegnano come vivere la nostra professione. Un esempio è l’episodio dell’unico lebbroso dei dieci che torna a ringraziare Gesù del miracolo, e ci ricorda l’importanza del rapporto fra guarito e guaritore".

"Ora – conclude Baiocco – il nostro percorso è giunto a Betlemme, e purtroppo siamo ritornati tragicamente all’attualità. Ci siamo uniti a questo momento di preghiera sperando che la nostra presenza qui in questi giorni possa essere un gesto concreto per testimoniare l’importanza della pace". 
 
 
     
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