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IL PELLEGRINAGGIO, CARISMA DELL’ASSOCIAZIONE

"Il pellegrinaggio è occasione di vita, è una proposta che appassiona", con queste parole del Presidente Nazionale, Antonio Diella, si è aperto l’annuale incontro nazionale degli animatori dei pellegrinaggi Unitalsi. Un’occasione per preparare al meglio quei volontari con il compito prezioso quanto difficile, di guidare e accompagnare tutte quelle persone che hanno scelto di vivere un pellegrinaggio, un percorso personale e un cammino unitalsiano. E’ il pellegrinaggio l’esperienza più forte che l’Unitalsi vive nel corso dell’anno e specialmente a Lourdes.

Dopo il Presidente Nazionale, don Sabino Troia, vice assistente della Sezione Pugliese, ha proseguito i lavori parlando ai duecento animatori, dell’importanza della Parola e del rapporto tra Gesù e le donne. "I malati sono il carisma differenziante dell’Associazione e parte integrante del cammino della Chiesa" - ha spiegato Don Carmine Arice, assistente della sezione Piemontese e direttore della Pastorale della Salute della Cei nel corso del primo suo intervento. "L’Unitalsi deve andare contro la logica mondana, la logica dello scarto, aiutando i sofferenti ad essere protagonisti nella società, nella Chiesa e nella associazione. E proseguendo ha evidenziato come sia "necessario testimoniare la presenza delle persone fragili per favorire il reale inserimento dei malati nella Comunità cristiana". A chiudere la prima giornata è stato Giuseppe Torrisi, vice Presidente della Sezione siciliana orientale che ha parlato della storia e del messaggio di Fatima, ricordando come quest’anno Fatima celebra il centesimo anniversario delle Apparizioni.

La seconda giornata si è aperta in Vaticano nella Chiesa di Santo Stefano degli Abissini. Il Card Angelo Comastri ha focalizzato il suo intervento sul rapporto tra Maria e Bernadette, su alcuni aspetti fondamentali della vita di Bernadette ed in particolare sull’importanza della famiglia, spiegando come "La famiglia è la società, oggi ciò che manca è la famiglia, la famiglia credente, come lo era la famiglia Soubirous".

Loreto, Lourdes e Roma sembrano idealmente intrecciarsi quando interviene nella Chiesa, Mons. Jaques Perrier, Vescovo Emerito della Diocesi di Tarbes e Lourdes, che ha evidenziato l’assoluta originalità del Santuario francese come ha affermato la Vergine, Io sono l’Immacolata Concezione, soffermandosi sull’importanza della Grotta e su come questo luogo venisse venerato dai vari successori di Pietro.
La mattina si è conclusa con la relazione di Mons. Giovanni Frigerio, responsabile spirituale a Lourdes, sugli aspetti del pellegrinaggio e su cosa non può cambiare di un pellegrinaggio Unitalsi: dall’importanza della Grotta come luogo di preghiera, al silenzio, al gesto dello sfiorare la roccia della Grotta come prima manifestazione di fede, all’acqua e alla sorgente. Mons. Frigerio ha terminato l’intervento evidenziando alcune importanti novità introdotte quest’anno dal Santuario.

L’appuntamento è poi proseguito, con la seconda relazione di Mons. Perrier sulla figura di Bernadette, testimone di bellezza e di speranza. A seguire è stato dato spazio alle mete dei pellegrinaggi, dalla Terra Santa a Lourdes. La prima ad inaugurare la stagione dei pellegrinaggi sarà Lourdes, in occasione di quello tradizionale del 11 febbraio. Don Arice, ha illustrato la storia dell’istituzione della giornata mondiale del malato e spiegato come quella in programma il prossimo febbraio sia la XXV giornata che sarà celebrata in forma solenne proprio a Lourdes.
L’assistente piemontese ha ricordato che quest’anno ricorre anche il ventesimo dalla nascita del dicastero della pastorale della salute, istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana. Dopo Lourdes è stato il momento della Terra Santa, dove don Gianni Toni, assistente della Sezione Romana Laziale, ha curato la relazione sul significato e la bellezza di questo pellegrinaggio.

Domenica, ultima giornata dell’incontro di formazione, è stata dedicata al confronto tra gli animatori, tra proposte e suggerimenti tutti volti a rendere più appassionate il vivere un pellegrinaggio dell’Unitalsi. Tra le testimonianze degli animatori, quella di Michele giovane di 19 anni proveniente dalla Sardegna, che ha suscitato un largo consenso tra i partecipanti. Questa testimonianza ha dato un segnale forte, proprio perché proveniente da un rappresentante dei giovani, troppo spesso anello mancante della nostra associazione. Il compito di chi li coinvolge e li accompagna è quello di aiutarli a cogliere l’importanza di una simile esperienza che nasce per condividere un cammino e vive necessariamente se alimentata da una maggiore presenza giovanile. Per gli animatori, appuntamento al prossimo incontro, a gennaio 2018 ad Assisi.  
 
 
     
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