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LISBONA, SULLE ORME DI SANT’ANTONIO E CON IL CUORE VICINO AI MIGRANTI

LISBONA - Quarta giornata del convegno medici Unitalsi che si è spostato nella Capitale portoghese con alcuni momenti speciali: la mattina con il ricordo ed un momento d’intesa preghiera per quanti hanno dovuto e devono affrontare le incognite e le sofferenze di dovere immigrare lasciando il proprio paese. Nel pomeriggio l’altro momento "sui passi di Sant’Antonio" nato a Lisbona e poi arrrivato in Italia a Padova.

La mattina, dunque, il gruppo dei medici Unitalsi ha potuto riflettere e pregare per tutti i migranti in uno dei luoghi simbolo di Lisbona da dove anticamente partivano tutti i bastimenti alla volta delle nuove terre. Don Carmine Arice e Federico Baiocco hanno proposto alcune riflessioni sul tema dell’immigrazione di ieri e di oggi che come costante ha sempre avuto la morte e la sofferenza di tanti soprattutto se piccoli e fragili. "Un tema - ha sottolineato Baiocco - quello dell’immigrazione tristemente noto negli ultimi anni, che anche nelle epoche passate ha segnato in negativo la storia dell’uomo. La speranza è che la nostra Associazione possa sempre di più  adoperarsi per "pellegrinaggi" di gioia anche se obbligati da una migrazione forzata. L’invito da parte di Don Arice è stato quello "di farci carico di chi bussa alla nostra porta soprattutto se in fuga da guerre e persecuzioni".

Inteso il momento di preghiera verso l’Oceano Atlantico in segno di vicinanza e sostegno con tutte quelle popolazioni che vittime di guerre assurde devono lasciare la propria terra.
Nel pomeriggio nel cuore di Lisbona il gruppo ha potuto assistere alla sante messa nella chiesa dedicata a sant’Antonio -  dove nacque nel 1195 - presieduta da Don Carmine Arice assistito dal presidente nazionale, Antonio Diella.

Don Arice nella sua omelia ha voluto affidare idealmente tutta l’Associazione a Sant’Antonio che "durante la sua vita fu un esempio di mitezza, dedizione al prossimo e di vera santità". 
 
 
     
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