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Incontro Animatori di Pellegrinaggio ad Assisi

In un clima di intima preghiera, vicini al carisma del “poverello di Dio” e condividendo occasioni di preghiera comunitaria che richiamano i grandi riti delle processioni mariane a Lourdes, si sono incontrati ad Assisi – dal 12 al 14 gennaio - gli Animatori di Pellegrinaggio Unitalsi, per l’annuale incontro di preparazione alla stagione dei pellegrinaggi.

Una occasione preziosa per riflettere sul valore di questo servizio associativo, ma soprattutto una opportunità per accogliere semi di riflessione, di preghiera, di condivisione, per accrescere l’identità e l’appartenenza ad una associazione, l’Unitalsi, che in questo 2018 celebrerà i 115 anni della propria luminosa storia di carità.

Da diversi anni, l’Unitalsi ha scelto di coltivare la responsabilità degli animatori di pellegrinaggio, preziosi nella loro funzione che non si limita nel fornire utili informazioni su luoghi e tempi del pellegrinaggio, ma soprattutto sono chiamati a favorire un clima di fraternità, di pace, che renda davvero l’esperienza del pellegrinaggio un “cammino di comunione” che unisca i cuori e le persone, superando il limite umano degli egoismi.

La formazione degli animatori di pellegrinaggio ha dedicato ampio spazio all’approfondimento della Parola, con particolare attenzione al passo delle Nozze di Cana, scelto come tema pastorale 2018: “Qualunque cosa vi dirà, fatela”.

Tutti di elevato spessore gli interventi dei relatori, oltre a quelli di Antonio Diella e di Don Sabino Troia, che ha ricevuto, nell’occasione, l’incarico di referente nazionale spirituale per gli Animatori di Pellegrinaggio.

Padre Giuseppe Battistelli, Commissario di Terra Santa per l’Umbria, ha ribadito il valore dell’esperienza di pellegrinaggio nei luoghi di Gesù, dove l’Unitalsi ha scelto di accrescere ulteriormente il proprio impegno anche a supporto di specifiche missioni di carità.

Padre Andrea Caruso, della comunità dei cappellani a Lourdes, ha spronato gli animatori a rendersi “collaboratori” della volontà di Dio verso i fratelli, specie quelli che vivono la dimensione della malattia e della disabilità.

Il teologo Padre Giulio Michelini, che tra l’altro è stato il predicatore degli esercizi spirituali a Papa Francesco e alla curia romana, ha centrato il suo intervento sull’esperienza del pellegrinaggio narrata nelle sacre scritture, evidenziando come in tutti i casi il pellegrinaggio è qualcosa che cambia radicalmente le persone. “Il pellegrinaggio – ha detto Michelini – è rappresentazione e metafora della vita e ci dice “dove stiamo andando”.

Impegnato in India per impegni pastorali, Don Carmine Arice, padre generale del Cottolengo e assistente della sezione piemontese Unitalsi, ha registrato il suo intervento sulla rilettura delle apparizioni a Bernadette alla luce del tema pastorale 2018.

L’assistente Unitalsi della Sez. Pugliese, Mons. Felice Di Molfetta, ha focalizzato il suo intervento sui “pellegrini di Emmaus”, che scoprono la luce di un Dio capace di porsi sullo stesso cammino degli uomini fino a farsi riconoscere.

Emanuele Boero, direttore Unitalsi a Lourdes, ha trasferito preziose informazioni sulla complessa macchina organizzativa che quotidianamente gestisce, a Lourdes, la presenza contemporanea di migliaia di pellegrini, cercando di tutelare innanzitutto la sicurezza dei luoghi e delle persone. Una occasione per prendere consapevolezza della necessità di vivere il pellegrinaggio rispettando rigorosamente tempi e procedure, evitando di interpretare come rigidità quelle che sono semplicemente delle necessità organizzative.

Se la funzione degli animatori di pellegrinaggio è quella di favorire l’incontro e la relazione tra le persone, particolarmente utile è risultato l’intervento della sociologa Alessandra Alò sulla capacità di leggere ed interpretare i nostri comportamenti, riconoscendo ed evitando, se possibile, quegli errori che pregiudicano la relazione.

Positivo il feedback raccolto dagli animatori di pellegrinaggi, consapevoli della missione di carità affidato ad ogni unitalsiano, perchè possa sentire su di sé quella “carezza di Dio” ed offrirla agli altri con il servizio, alimentando una meravigliosa “sfida di comunione”.

 
 
 
     
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