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| A Como, mostra d’arte senza barriere |
La mostra “Boldini e la Belle époque”, allestita negli spazi della storica Villa Olmo, a Como, il 5 giugno tra i propri visitatori ne conterà molti in carrozzina. Non è la prima volta che in quelle medesime sale espositive giungono disabili, naturalmente, ma un afflusso in forma organizzata come accadrà quel giorno costituisce un fatto non comune. Anche se l’Unitalsi Lombarda, dopo averlo sperimentato con vivo successo un anno fa, si prepara ad una replica. Allora in esposizione c’erano opere di P.P. Rubens, ma di là dell’indiscusso interesse intrinseco, portare un nutrito numero di disabili in visita ad una mostra d’arte è indicativo dell’itinerario lungo il quale l’Unitalsi Lombarda intende ampliare la propria attività.
Lo conferma il presidente regionale Vittore De Carli, fresco di nomina al vertice dell’associazione che in Lombardia giusto da novant’anni persegue l’obiettivo di accompagnare malati e disabili in pellegrinaggio a Lourdes e negli altri santuari: “Premesso che i santuari comunque sono anche luoghi d’arte, vogliamo arrivare là dove l’opportunità di una visita consente di estendere la nostra missione. In effetti, come è accaduto l’anno scorso, per quanto sia centrale nel programma del 5 giugno, visitare la mostra di Villa Olmo non sarà l’esclusiva ragione di una giornata particolarmente intensa”.
In questo ambito Como si conferma dunque fertile campo d’azione?
“Certo, e non per caso. La mostra in corso è una valida motivazione, ma l’Unitalsi Lombarda deve dare atto anzitutto al sindaco Stefano Bruni di una rinnovata sensibilità – sarà lui stesso ad accogliere in mattinata i disabili e gli accompagnatori che in gruppi attrezzati raggiungeranno poi Villa Olmo – mentre sappiamo di poter contare per la logistica sull’Istituto Don Guanella del capoluogo lariano».
A Como l’Unitalsi vuole verificare la portata del progetto?
«Il tema della mostra è evidentemente accattivante, la sede espositiva è di massimo prestigio, e con il bel tempo la passeggiata lungolago è un ulteriore motivo di richiamo, specie per disabili in carrozzina. Ma Como è anche ‘capitale’ dell’opera guanelliana e don Luigi Guanella, prossimo santo, è compatrono dell’Unitalsi. Già l’anno scorso, ancora in sede di proposta avevano trovato un’accoglienza perfino superiore alle attese e lo svolgimento della giornata aveva confermato ogni aspettativa coniugando tutte le esigenze, dell’anima e del corpo, della mente e del cuore. Nell’Istituto Don Guanella, dove è previsto il pranzo, la giornata avrà la sua conclusione con la celebrazione eucaristica nell’annesso santuario del Sacro Cuore, dopo che nel pomeriggio i disabili avranno visitato il duomo di Como, dimostrazione della coniugazione di fede e cultura che stiamo perseguendo con convinzione”.
L’organizzazione è già a punto?
“Una carovana di disabili, quasi tutti in carrozzina, è una sfida che l’esposizione di Villa Olmo ha di nuovo accettato di raccogliere. Una gran bella scommessa per una mostra d’arte anche se l’accesso di disabili e accompagnatori sarà debitamente programmato e regolato. Ma già giungere sul posto, percorrendo la passeggiata a lago, sarà parte integrante di una giornata così particolare. Quanto al resto, l’Unitalsi muove “treni bianchi” di quasi duemila ammalati, senza per questo sottovalutare la trasferta di un centinaio di disabili in carrozzina, provenienti da tutta la Lombardia. Sul fronte della logistica vantiamo un’esperienza che ci permette di affrontare con la massima serenità un impegno nel quale crediamo molto”.
Dunque non si è esaurito un anno fa?
”Basti dire che per noi la mostra ha cambiato titolo: ‘Boldini e la Belle époque senza barriere’. Credo di poter dire che ne siamo tutti legittimamente fieri”.
All’iniziativa collaborano oltre al Comune di Como, Ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi locale, l’Istituto Don Guanella del capoluogo lariano e associazione Alveare di Olgiate Comasco.
Per maggiori informazioni chiamare 02 412 11 76 , Unitalsi Lombarda oppure Alveare 345 39 01 738 - www.unitalsilombarda.it
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